Archivi per la categoria ‘architettura’
TuboHotel in Messico
Mi ha colpita il TuboHotel. Hotel situato in orto biologico, nella città di Tepoztlan in Messico.
Si tratta di un Hotel davvero unico e molto innovativo che si compone di tubi di drenaggio, esattamente tubi di grandi dimensioni in cemento, utilizzati come alloggi. I tubi sono impilati a piramide e le stanze superiori sono servite da una scala.
Servizi igienici e caffetteria sono in un altro edificio e l’esistenza di questi spazi comuni restituisce bene l’idea di un progetto pensato intorno all’interazione dei viaggiatori con l’ambiente circostante; nelle attività quotidiane questo concetto è rafforzato da lezioni e seminari sulla cucina tradizionale regionale, offerte dai proprietari per tutti gli amanti del cibo.
Questo Hotel, nato dalla matita dell’architetto austriaco Andreas Strauss, è un esempio di edificio composto da materiale riciclato e sostenibile per l’ambiente.
Nessuno scavo per l’installazione, nessun albero tagliato: è un progetto sensibile e “non impattante” .
Costo 500 pesos al giorno (circa 35 euro e 67 dollari).
Riporto volentieri il sito:
http://www.tubohotel.com/welcome/
R.Cameli, Gennaio 2012
Excelsior Milano

Un nuovo concetto di shopping-space nel cuore di Milano : food, arte e moda che ruotano attorno alla ricerca.
Jean Nouvelle è il progettista e parte dal recupero della struttura del Cinema Excelsior, per ridefinire, ri-delineare un totale di 4mila metri quadrati che egli stesso concepisce essenzialmente come “invito all’incontro”.
Nei quattro piani che si aggiungono al basement, infatti, si trovano le nuove “esperienze food”, lo spazio beauty e prestigiosi marchi come Tiffany & Co. Tutti affiancati da un Design Bar che affaccia sulla Galleria del Corso.
L’ambizione è quella futuristica di rendere l’ “Excelsior Milano” uno spazio innovativo proteso alle contaminazioni, un moderno megastore con la vocazione di luogo di socializzazione, un posto dove incontrarsi, dove fare acquisti gratificanti, dove scegliere un take away di cibo raffinato da portarsi in ufficio o a casa la sera, dove fare una spesa di alto profilo.
Un luogo tipico di ogni metropoli del mondo e dunque di una città contemporanea come Milano.
R.Cameli, Novembre 2011.
Design a San Paolo – Brasile – .
Nel mese di Giugno si è svolto a San Paolo in Brasile, il Design São Paulo Show, vale a dire un evento di particolarissima risonanza, ambientato nel prezioso padiglione espositivo dell’Oca, nato dal genio del Maestro Oscar Niemeyer.
E’ stato il primo degli appuntamenti di un avvenimento unico nel suo genere, che ha abbracciato moda, design ed arte nell’esposizione di una nutrita girandola di pezzi unici ispirati alle mostre internazionali. In mostra molti oggetti di arredo, di illuminotecnica e complementi, ideati da numerosi designer, brasiliani ed internazionali.
Per questa prima edizione gli organizzatori hanno scelto di celebrare i fratelli Campana, presentandoli con il premio “Designer of the Year“.
L’evento ha messo in mostra 120 pezzi unici e limitati; ogni pezzo disponibile per essere acquistato da collezionisti ed appassionati.
R. Cameli, Agosto 2011
Ark-Studio.Il mio studio professionale.
Poco da dire sulle mie scelte. Questo è il mio studio professionale.
Mi piace il bianco e rispettare le tracce che trovo, ogni volta che ripenso uno spazio.
Il palazzo che mi ospita è degli anni ’50, un vivissimo esempio di architettura dalle linee pulite, razionali e dagli ampi spazi che aprono su finestre altissime. Entrando per la prima volta non ho potuto fare a meno di notare una graniglia meavigliosa, stesa con una lavorazione raffinata, ad oggi credo impossibile da riprodurre.
Mi piace lavorare qui. Per l’imponenza dell’edificio, per il naturale fresco estivo che non necessita di condizionatore alcuno, per il silenzio e per la luce che entra generosa, senza tuttavia essere aggressiva.
Sento il privilegio di sentirmi rassicurata da questo edificio, un vecchio signore che sa ancora dire molto, e che ancora molto si distingue dalle nuove costruzioni, da storie di mera cubatura e dalla tanta edilizia, che architettura non è, sorta dopo di lui.
R.Cameli, LUGLIO 2011
La luce in architettura
“La luce è una delle poche realtà inevitabili”. E’ questa, una bella citazione in cui sono inciampata mentre cercavo materiale in merito e con la quale mi piace aprire questa mia prima indagine, sulla luce appunto.
In effetti, questa condizione di imprescindibilità della luce, ha fatto si che nel corso della storia, l’architettura si sia sviluppata grazie a due elementi primordiali: luce e gravità.Nessuna architettura è possibile senza luce, perché mancherebbe di un materiale da costruzione necessario. E se questo è vero per le strutture e per i manufatti architettonici è altrettanto vero per altri spazi che vanno dagli interni alla città.
Per quanto concerne gli ambienti interni in particolare, tra i molti fattori che ne determinano la qualità c’è sicuramente l’illuminazione artificiale in quanto ogni luogo, grande o piccolo, quando è colto da un sistema di illuminazione, diventa una scena che può essere composta da luci, da ombre, penombre e persino da oscurità.
In un interno si distinguono sostanzialmente due tipi d’illuminazione:
- una generale utilizzata per fornire i requisiti illuminotecnici adeguati a svolgere il compito visivo
- l’altra secondaria utilizzata per una distribuzione pensata delle ombre, per esaltare aree specifiche o porne in secondo piano delle altre.
La luce concorre sempre al soddisfacimento di tre esigenze (UNI EN 12464-1):
- benessere visivo;
- prestazione visiva;
- sicurezza.
A seconda del ruolo che sono chiamate a svolgere, le illuminazioni si diversificano in modo sostanziale ed un primo distinguo fra queste, può senz’altro avvenire sulla base della funzione alla quale gli ambienti devono rispondere.
AMBIENTI DI LAVORO.
E’ questo un campo di intervento tradizionale per l’illuminotecnica, dalle fabbriche agli uffici pubblici e privati, dalle officine ai laboratori, tutti luoghi in cui si svolgono attività di lavoro e di servizio.In questo vastissimo ambito l’obiettivo primario è sempre quello ergonomico(più idoneo alle esigenze psicofisiche dei lavoratori e al contempo alla produzione): in altre parole l’illuminazione deve rendere produttivo il lavoro garantendo salute e comfort visivo agli operatori.
SPAZI ESPOSITIVI E COMMERCIALI.
Secondo, ampio raggruppamento, in continuo sviluppo e riqualificazione. Accanto all’imperativo ergonomico di cui si è detto – la luce confortevole e sicura – si profila in questo ambito l’esigenza di accattivare, vale a dire offrire ma presentando, esponendo, simboli e prodotti, che poi dovranno risultare seducenti.Parliamo quindi di spazi pensati per promuovere ogni attività di scambio e di luci che devono assolvere a questa mansione.
LA MUSEOGRAFIA.
Rappresenta un caso a parte di spazi espositivi e riguarda l’illuminazione dei luoghi in cui si espongono opere d’arte e/o beni culturali. La luce assolve in questi casi al duplice compito di valorizzare ed allo stesso tempo sfiorare con cura l’opera d’arte.Ne deve garantire quindi, sia la corretta fruizione visiva che la protezione e non di meno la conservazione.
RESIDENZA E LUOGHI DELL’OSPITALITÀ .
Un terzo ambito di grande interesse per il progettista è quello che riguarda la residenza ed i luoghi dedicati all’accoglienza, al tempo libero, all’intrattenimento.In essi, l’illuminazione risponde ad esigenze ancora riferibili al comfort, ma anche al benessere psico-fisico, alla sicurezza ed alla comunicazione.
SPAZI PER LO SPETTACOLO.
Un quarto ambito, infine, riguarda i luoghi deputati allo spettacolo e quindi le luci da scenografia, quelle da palcoscenico per teatri o ancora (ma ciò rappresenta un insieme ancor più specifico e dettagliato) luci per la cinematografia.In questo ambito, il progetto di illuminazione assume un ruolo di primaria importanza e spazia da luci prevalentemente utilitarie, orientate al rispetto dei principi ergonomici che comprendono la sicurezza e la protezione di beni e persone, fino a quelle estetiche e di tipo comunicativo, che tendono a rendere gradevoli e ricchi di stimoli visivi gli ambienti.
Questa prima analisi, non esclude i casi in cui il bisogno di luce si declini in modo plurimo; a tal proposito non manco di sottolineare che in molte situazioni e nei migliori progetti illuminotecnici, si mischiano risposte dell’uno o dell’altrotipo.
R.Cameli, Maggio 2011
Achille Castiglioni
Nasce a Milano il 16 febbraio1918 e si laurea in Architettura nel 1944.Fin dal 1940 si dedica alla sperimentazione sul prodotto industriale insieme ai fratelli Livio (1911-1979) e Pier Giacomo (1913-1968). Al MoMA di New York sono presenti quattordici sue opere. Vince 9 compassi d’oro (dal 1955 al 19…89). Moltissimi i suoi oggetti, prodotti dalle più grandi aziende. Achille Castiglioni muore a Milano il 2 dicembre 2002. Raffinato e sensibilissimo professionista, ritengo sia tra le persone che abbiano regalato a tutti noi un’Italia migliore.
Il mio modesto omaggio alla vivissima memoria di un grande Maestro.
R.Cameli, Maggio 2011
Loft en rouge. Abitare contemporaneo.
Il progetto di questo loft, nasce dalla precisa richiesta di abitare un ex spazio industriale. Il cliente è giovane, appassionato di cinema e single e sente la necessità di uno spazio non tanto ampio, quanto “empatico”.
Desidera un’abitazione “open”, con zone libere da fruire con disinvoltura. La superficie a disposizione è di circa mq.80. Già distribuita su due livelli, questa permette un buon uso della luce e del ricambio naturale di aria.
Unica richiesta per così dire sentimentale, da parte del committente: il colore rosso che lui ama particolarmente. E’, infatti, attorno a questa suggestione che si sono snodate le successive scelte dei rivestimenti, lo studio dei materiali e dei colori.
La pavimentazione della zona giorno è in quarzo grigio, quarzo i cui costi di realizzazione sono stati tra l’altro, sufficientemente contenuti. Ritenendo che la “gettata indistriale” rappresenti un target assai rappresentativo e diffuso per i loft e data anche la consuetudine a ricevere del committente, ho scelto di impreziosire la zona pranzo con la posa di un tappeto in ceramica di Vietri.
I colori sgargianti “staccano” quest’area della casa dal resto. La zona notte è raccolta e minimale: il piccolo bagno attiguo alla camera da letto, ne permette una fruizione senz’altro indipendente e non rende necessaria l’interazione con quello principale, collocato nel piano di sotto, nella zona giorno.
Dall’ingresso principale ho voluto rendere centrale l’attenzione sull’ampio finestrone, ponendolo al centro dell’ospitalità e del relax che animeranno la casa tutta, ..o per essere più precisi, ..questo Loft en Rouge.
R.Cameli, Maggio 2011.



















